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domenica 21 febbraio 2016

Charles Bukowski...frasi e poesie!




Charles Bukowski (Andernach 1920 - San Pedro 1994), poeta e scrittore statunitense di origine tedesca. Autore assai prolifico, tra romanzi, racconti e poesie, "Hank" Bukowski ha scritto una sessantina di libri, molti dei quali con riferimenti autobiografici più o meno espliciti, che vedono come protagonista il suo alter ego letterario Henry Chinaski. Sin dai primi successi letterari, si è cercato d'incasellare Bukowski in qualche corrente letteraria (beat generation, realismo sporco, ecc.), o di considerarlo affine ad altri scrittori, come Hemingway o Henri Miller, ma Bukowski rimane refrattario a qualunque tentativo di assimilazione: fa parte a sé. Lo stesso Bukowski non si riteneva un grande scrittore, ma uno scrittore "diverso"; noi aggiungiamo che proprio in questa "diversità" sta buona parte della sua grandezza. Ha scritto Beniamino Placido nella prefazione all'edizione italiana di Storie di ordinaria follia: ‟Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo". 




Frasi 

Le donne sono animali fondamentalmente stupidi ma si concentrano sul maschio con un impegno così totale da riuscire spesso a sconfiggerlo quando lui pensa ad altro.




Mi hanno piantato dentro così tanti coltelli che quando mi regalano un fiore all'inizio non capisco neanche cos'è. Ci vuole tempo




L'amore non è che il risultato di un incontro casuale. La gente gli dà troppaimportanza. Per questo motivo una buona scopata è tutt'altro che dadisprezzare.”




Non è mica la morte che importa, è la tristezza, è la malinconia.Lo stupore. Le poche buone persone che piangono nella notte. La poca buona gente



Poesie

La tragedia delle foglie


mi destai alla siccità e le felci erano morte, / le piante in vaso gialle come grano; / la mia donna era sparita / e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote / mi cingevano con la loro inutilità; / c'era ancora un bel sole, però, / e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo / e senza pretese; ora quello che ci voleva / era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare / sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo / perché esiste, solo per questo; / sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio / l'uomo che un tempo era stato giovane e, / così dicevano, geniale; ma / questa è la tragedia delle foglie, / le felci morte, le piante morte; / ed entrai in una sala buia / dove stava la padrona di casa / insultante e ultimativa, / mandandomi all'inferno, / mulinando i braccioni sudati / e strillando / strillando che voleva i soldi dell'affitto / perché il mondo ci aveva tradito / tutt'e due.


Dalle braccia di un amore


dalle braccia di un amore / nelle braccia di un altro / m'ha salvato dal morire sulla croce / una signora che fuma marijuana / scrive canzoni e storie / ed è molto più gentile dell' ultima, / molto molto più gentile, / e a letto è altrettanto brava o addirittura migliore. / non è piacevole essere messi in croce e lasciati là, / è molto più piacevole dimenticare un amore che / non funziona / come ogni amore / alla fine / non funziona... / è molto più piacevole fare l'amore / davanti alla spiaggia di Del Mar / nella camera 42, e dopo / stare a letto seduti / bere del buon vino, chiacchierare e toccarsi / fumare / ascoltare il rumore delle onde... / sono morto troppe volte / credendo e aspettando, aspettando / in una stanza / fissando il soffitto scalcinato / aspettando il telefono, una lettera, / un colpo all'uscio, uno squillo... / sentendo dentro crescere la rabbia / mentre lei ballava con degli sconosciuti nei nightclubs... / dalle braccia di un amore / nelle braccia di un altro / non è piacevole morire sulla croce, / è molto più piacevole sentire il tuo nome / sussurrato / nel buio.



Libri Consigliati

Storie di ordinaria follia



Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo, in questa scrittura molto ‘letteraria’, ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al ’70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco... Lui, Charles Bukowski, ‘forse un genio, forse un barbone’.


Compagno di sbronze 


I racconti di Bukowski sono ormai diventati un "caso" clamoroso. Le circostanze autobiografiche che hanno variamente influenzato la stesura di questi racconti, conferendogli una curvatura molto personale, sono note: vari tentativi di lavorare, la decisione di lasciare l'unico lavoro proficuo "per non uscire di senno del tutto", vari divorzi, una serie colossale di sbronze... Poeta dell'eccesso, Bukowski porta alta la bandiera di un anticonformismo californiano che ha una lunga storia alle spalle (una storia che comprende Henry Miller, i poeti Beat e una cultura underground tanto articolata quanto pittoresca). In "Compagno di sbronze", forse più che altrove, la vena satirico-umoristica dell'autore assume talora colorature selvagge o addirittura feroci. Colpa dell'atmosfera alienante di Los Angeles ("passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano").Ma anche in questi racconti il vitalismo sfrenato, la scelta provocatoria dell'emarginazione e della provvisorietà, la sessualità eternamente in furore sono tanti sberleffi contro il perbenismo conformista, del quale qui si occupa opportunamente l'"Agenzia Soddisfatti e Rimborsati". In fondo al Sunset Boulevard, Charles Bukowski, il "folle", il "fallito", salda il conto con il Sogno Americano.

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