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martedì 12 gennaio 2016

David Bowie....i libri da leggere per ripercorrere l le tappe principalidella sua vita artistica

  



"Lavorare per un sogno dà senso alle nostre vite"

David Bowie



E' morto il 10 gennaio David Bowie, il trasformista del pop e del rock: a 69 anni e dopo 18 mesi di battaglia contro il cancro. Eccentrico, visionario e innovatore, il Duca Bianco, come era soprannominato, è morto una settimana dopo il suo compleanno, l'8 gennaio. Bowie aveva da poco pubblicato l'ultimo album,Blackstar le cui atmosfere, testi e perfino la copertina, vengono ora riletti come un testamento spirituale 






"Sono nel processo di vivere, non il suo risultato"

David Bowie




Pe ripercorrere le tappe principali della sua vita artistica, ecco alcuni libri da leggere.






di  Lorenzo Bianchi (Autore)Veronica Veci Carratello(Autore)



Astronauta perso tra le stelle, alieno venuto dallo spazio, investigatore dell'occulto, smilzo duca bianco, mille identità, un solo uomo.Chi è davvero David Bowie? È questa la domanda a cui nessuno ha mai avuto il coraggio di dare una risposta. Tra ricordi e verità nascoste, tra sogno e realtà, la storia del camaleonte del rock si incrocia con una misteriosa figura che vive in una fortezza tra le stelle. Lorenzo Bianchi e Veronica Veci Carratello con questa graphic novel ci guidano alla scoperta della vita e della carriera artistica di uno dei protagonisti assoluti della scena musicale mondiale, dagli esordi del 1958 fino al ritorno sulle scene del 2013. Un viaggio nei meandri del lato umano e meno conosciuto di David Bowie, in grado di far luce sulla vera identità del duca bianco del rock.


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Bowie. La trilogia berlinese 

di Thomas J. Seabrook (Autore) C. Veltri (Traduttore)




Nella prima metà degli anni Settanta Bowie aveva anticipato tutti i trend, indossando i panni di camaleontico musicista folk, poi hard rock, poi icona giani, infine profeta del plastic soul. Da Major Toni a Ziggy Stardust, da Halloween Jack al Sottile Duca Bianco, una carrellata di personaggi e maschere aveva celato la sua vera personalità. Fino a quando nel 1975, in preda ai demoni della cocaina e a una paranoica ossessione per l'occulto, fuggì da Los Angeles per dirigersi con Iggy Pop a Berlino - la Berlino di Isherwood e dei fumosi cabaret, quella "città fatta di bar in cui la gente triste può andare a ubriacarsi" - in cerca di anonimato e di nuovi stimoli. Per Bowie, affascinato dall'arte espressionista e dalla musica kosmische, dalla devastazione della guerra e dall'atmosfera di sbiadito glamour che la pervadeva, Berlino, divisa dal Muro al confine tra l'Est comunista e l'Occidente capitalista, era "tagliata via dal suo mondo, dalla sua arte, dalla sua cultura, agonizzante e senza alcuna speranza di risarcimento". Lì, insieme a Brian Eno, Tony Visconti, Robert Fripp, diede vita a tre album sperimentali, oscuri e intrisi di alienazione, ormai entrati nella leggenda: "Low", "Heroes" e "Lodger", che con la loro sintesi di avanguardia elettronica, rock'n'roll e world music hanno aperto la strada alla new wave, al synth pop e al movimento New Romantic degli anni Ottanta, influenzando intere generazioni di musicisti, dai Joy Division ai Duran Durali, dai Depeche Mode agli U2.


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