...opinioni sui film...libri...musica e...non solo!

mercoledì 16 dicembre 2015

Crisi Globale....invito alla lettura


[moneycogs%255B5%255D.jpg]





 

La crisi economica cominciata nel 2008, inizialmente caratterizzata per i suoi aspetti finanziari, ha avuto notevoli ripercussioni in materia di occupazione, inducendo gli Stati all'adozione di misure volte a far fronte ad un evento prevalentemente descritto come temporaneo e che, invece, ha assunto un carattere sempre più strutturale. Una ricerca sui provvedimenti legislativi adottati in Francia, Spagna ed Italia per far fronte agli effetti della crisi ha condotto a risultati del tutto differenti dall'ipotesi iniziale. A fronte di misure di carattere assistenziale e dichiaratamente transitorie, si è rilevato come assai più importanti siano state le riforme di carattere strutturale ispirate al modello della flessicurezza, ormai dominante nell'ambito dell'Unione Europea. Anche il sistema della contrattazione collettiva, sia per effetto delle riforme legislative adottate in Francia e Spagna, sia per l'aspro conflitto apertosi in Italia, si ispira alla linea di tendenza ideologicamente riconducibile al medesimo modello. La ricerca, realizzata con l'apporto di qualificati giuslavoristi dei tre paesi, a partire da una riflessione sul ruolo delle istituzioni dell'Unione Europea, offre un interessante quadro di sintesi e significativi dettagli sulle più recenti tendenze del Diritto del lavoro nei paesi dell'Europa mediterranea





L'intensa e prolungata contrazione dell'economia nel nostro paese ha portato a un consistente calo dell'occupazione e a una crescita della disoccupazione giovanile. Quali effetti sulla popolazione italiana? I matrimoni sono sempre più rari e tardivi; le nascite stanno diminuendo, anche nella popolazione di origine straniera; i flussi di nuovi immigrati per motivi di lavoro sono rallentati, mentre cresce il numero di italiani che emigrano all'estero. L'aspettativa di vita e la salute degli italiani non mostrano per ora segnali di peggioramento, anche se aumentano i suicidi e tende a ridursi il ricorso alle cure e all'assistenza sanitaria, specie tra le persone socialmente ed economicamente più deboli e nel Mezzogiorno. Si prospetta, dunque, una società con forti scompensi generazionali e sociali che solo una vigile azione da parte del sistema di welfare può contrastare. 





 


Ci raccontanto che tutte le nazioni affogano nei debiti. Se tutte le nazioni sono indebitate vuol dire che i debitori ultimi sono tutti i cittadini che costituiscono le nazioni. Siamo noi, siamo tutti, tutti, tutti indebitati. Ma se noi tutti, tutti, tutti siamo indebitati, chi diamine sono i creditori? L'intero valore del mondo è generato proprio da tutti i miliardi di persone che nel mondo lavorano, faticano e così facendo producono valore. Ma come possono sette miliardi di persone nel mondo essere indebitate quando tutto ciò che vale è stato prodotto da esse? Com’è possibile che i debitori siano proprio quelli che il valore lo hanno creato? Un saggio controcorrente di Roberto Quaglia sull'incredibile inganno con cui le grandi banche hanno ipnotizzato il mondo intero, convincendolo di dovere loro qualcosa, o addirittura di dovere loro tutto. Il debito è una truffa, anzi, ancora peggio: è un illusione. Che viene brandita per radere al suolo la classe media nei paesi ricchi e privarci delle nostre libertà. Cerchiamo di svegliarci da questo incubo prima che sia troppo tardi.

 

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Translate