...opinioni sui film...libri...musica e...non solo!

sabato 28 novembre 2015

Alberto Moravia e William Blake










Alberto Moravia, pseudonimo del romano Alberto Pincherle (1907-1990), fu un osservatore instancabile e sagace della realtà contemporanea. Fece propri molti temi della modernità: il sesso, l'alienazione, il significato dei rapporti economici. La sua scrittura, sempre aderente al contesto sociale, in genere quello borghese, è un esempio di lucidità e rigore espressivo.


Biografia:
Non compì studi regolari per motivi di salute. Il romanzo Gli indifferenti, pubblicato (1929) a proprie spese, che narra il disfacimento del tessuto umano e morale di una famiglia romana degli anni '20, destò straordinario interesse ma suscitò l'ostilità della cultura fascista. Moravia cominciò a viaggiare (Londra, Parigi, Stati Uniti, Cina) come inviato speciale di numerosi giornali. Pubblicò altre opere di narrativa: Le ambizioni sbagliate (1935);L'imbroglio (1937); I sogni del pigro (1940); La mascherata (1941). Nel 1941 sposò la scrittrice Elsa Morante. Tornato a Roma dopo la liberazione della città, iniziò un intenso periodo creativo: pubblicò, oltre al romanzo breve Agostino (1944) incentrato sui turbamenti sessuali di un adolescente, numerosi romanzi e racconti come La romana (1947); Racconti romani (1954); La ciociara (1957) e Nuovi racconti romani (1959), esplorando il vitalismo del popolo romano nel quadro violento e drammatico della guerra. In altre opere come La disubbidienza (1948); L'amore coniugale e altri racconti (1949); Il conformista (1951); Il disprezzo(1954), proseguì invece la ricerca psicoanalitica intrapresa con Agostino. Con La noia (1960), facendo propri alcuni moduli del romanzo francese impostato sul tema dell'alienazione, Moravia trovò un nuovo e fertile terreno d'indagine: il senso di inutilità e di fallimento esistenziale. La sua produzione si arricchì in seguito di numerosi racconti (L'automa, 1962; Una cosa è una cosa, 1967; Il paradiso, 1970; Boh, 1976; La cosa, 1983), romanzi (L'attenzione, 1965; Io e lui, 1971; La vita interiore, 1978; 1934, 1982; L'uomo che guarda, 1985;Viaggio a Roma, 1989), saggi di notevole interesse (Un mese in Urss, 1958; Lettere dal Sahara, 1981).

Le tesi ispiratrici
La vastissima produzione di Moravia rappresenta e interpreta gli eventi che più profondamente hanno agito sulla società italiana (fascismo, guerra, occupazione e liberazione, rinascita economica, consumismo, contestazioni, terrorismo), servendosi di due strumenti: la psicoanalisi, per comprendere il rapporto dell'individuo con se stesso, e il marxismo, per analizzare i rapporti sociali, le dinamiche legate al possesso. Per Moravia la sfera sessuale è una forza vitale soltanto se espressione del mondo popolare, immediato e non condizionato. Nel contesto borghese invece tutti i rapporti si fondano sul denaro, tutto è mercificato, inserito in un meccanismo di consumo capace di distruggere ogni logica vitale. Nella struttura dei testi narrativi di Moravia vi è una netta prevalenza dell'azione sulla riflessione; la vicenda procede attraverso contrasti psicologici marcati tra i personaggi, solitamente pochi, che si rivelano attraverso i gesti e i dialoghi. Il linguaggio, chiaro, mantiene costantemente un livello medio, spesso con inflessioni romanesche. Le sue opere hanno un taglio marcatamente "teatrale" e sono state spesso spunto per versioni cinematografiche, a cui Moravia stesso collaborò.









William Blake (1757-1827), figura complessa di artista, che abbinò pittura e poesia, con le immagini grandiose della sua produzione letteraria, nutrita di un profondo spirito mistico, aprì la strada al romanticismo in Inghilterra. Visionaria, caotica e spesso contraddittoria nelle idee portanti, la sua opera è tuttavia dotata di poderosa forza.


Biografia

William Blake nacque a Londra da un commerciante di tessuti; frequentò una scuola di disegno e, in seguito, avendo notevole predisposizione per l'arte figurativa, la bottega dell'incisore J. Basire. Per quattro anni lavorò su incarico della Society of Antiquaries; ultimato l'apprendistato, studiò alla Royal Academy of Arts, dove divenne amico e discepolo del pittore svizzero H. Füssli, dalla cui tecnica pittorica visionaria e onirica fu influenzato. Sposò Catherine Boucher, che gli fu compagna per tutta la vita. Lavorò come illustratore e aprì (1784) un negozio di stampe. Aiutato da alcuni amici, pubblicò il suo primo volume di poesie. Tutte le successive pubblicazioni furono accompagnate da sue incisioni a stampa colorate a mano, secondo una tecnica che egli stesso definì illuminated printing (stampa miniata). Blake fu un sostenitore entusiasta della rivoluzione francese, che cantò nella poesia The French revolution (La rivoluzione francese, 1791), ma il suo itinerario artistico fu più profondamente influenzato dalle opere del teosofo svedese Emanuel Swedenborg e del mistico tedesco Jacob Böhme, oltre che dalla Kabbalá (la corrente mistica dell'ebraismo) e dalla Bibbia. Fondamentali sono i "libri profetici", composti in diversi periodi della sua vita, mentre ininterrotta proseguiva la sua attività di illustratore di libri altrui. Gli ultimi anni di vita sono avvolti nell'oscurità; certamente fino all'ultimo eseguì incisioni, come dimostrano le illustrazioni per la Divina Commedia (1825-27). Morì a Londra.


I temi e lo stile
Blake intendeva essere portatore di un messaggio nuovo, in favore dell'istinto e della libertà contro ogni tipo di limitazione e repressione. L'esuberanza e l'eccesso diventavano scopi da perseguire, non difetti da evitare. Alla sua mente visionaria le due rivoluzioni (francese e americana) erano solo avvenimenti nell'emancipazione delle menti dell'uomo; secondo lui, infatti, la libertà dalle catene politiche non è sufficiente se non viene accompagnata da una parallela liberazione da tutte le inibizioni causate dalle istituzioni religiose e civili, fonti primarie dei mali dell'umanità.
Il linguaggio di Blake è relativamente uniforme e ristretto: il suo fascino nasce, infatti, non tanto da ricchezza od originalità lessicale, quanto dalla novità prepotente degli accostamenti, dalla grandiosità delle immagini e dalla progressiva rottura della metrica e delle strutture stilistiche tradizionali. Benché Blake non utilizzi mai nei suoi scritti una parola simbolo, la sua opera spinge a un'interpretazione simbolica; egli pensava e sentiva attraverso simboli e il mondo della natura gli offriva un'ampia scelta di verità simboliche. Di qui la preferenza per un linguaggio concreto, denso di molteplici significati.
La sua poesia cominciò a essere ammirata solamente con i preraffaelliti; la sua influenza è stata notevole su molti autori del Novecento: W.B. Yeats, D. Thomas, J. Joyce in Inghilterra; A. Ginsberg in America; A. Gide in Francia; G. Ungaretti in Italia.






Fonte sapere.it

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Translate