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sabato 18 ottobre 2014

...E fuori nevica....commedia, che il multiforme Vincenzo Salemme ha tratto da una sua fortunata piéce teatrale!

Locandina ...E fuori nevica!


Un film di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Giorgio Panariello, Maurizio Casagrande,Paola Quattrini, Margareth Madè

Dopo la morte dll'anziana madre, tre fratelli si ritrovano sotto lo stesso tetto, costretti da una postilla testamentaria che lascia loro in eredità la casa purché mantengano l'unita famigliare. Il che vuol dire tornare a vivere insieme. Dei tre, il primogenito è un cantante da crociera con ambizioni discografiche, un prototipo di italiano micro-megalomane, simpatico e senza talento, se non quello di galleggiare tra i marosi della vita vendendo fumo e note accorate. L'altro fratello, Stefano, agente di cambio, è rimasto a casa ed ha assistito la madre e il fratello Cico, pazzarello e bisognoso di attenzioni. Il terzetto dunque si ritrova, costretto dallo scherzetto testamentario della madre, a convivere assieme, ognuno dei tre con le sue idiosincrasie, i suoi sogni, le sue ossessioni, le sue abitudini... che cozzano e fanno scintille.


Vincenzo Salemme riprende e adatta per il cinema una sua fortunata commedia teatrale di venti anni fa, quella che lo ha portato al successo nei teatri di Italia. Potrebbe sembrare, sulle prime, che Salemme abbia voluto sfruttare, a distanza di tempo, un lavoro già collaudato portandolo sul grande schermo senza troppo faticare. Anche se così fosse, poco male perché ...E fuori nevica è un film riuscito che si nutre di una sceneggiatura (meglio dire una drammaturgia) oliatissima e di una messa in scena altrettanto precisa che si affida al lavoro che da anni Salemme fa con i suoi compagni di strada, spalle straordinarie dai ritmi perfetti. Qui c'è un grande, come sempre, Carlo Buccirosso (nei panni del fratello agente di cambio) e un altrettanto grande Nando Paone (il pazzarello), a cui si aggiungono Maurizio Casagrande, antica spalle di Salemme che qui fa un avvocato strepitoso, e un inaspettato Giorgio Panariello che si spoglia dei panni del toscano e si trasforma magicamente in un quasi perfetto burino romano, scommettitore di cavalli, gestore di chiosco a Circo Massimo, usuraio e quant'altro, una cosa a metà tra un modello alla Verdone e un personaggio alla Vanzina de' noantri.


Salemme dirige l'orchestra in tutti i sensi; come un direttore è al centro ma, verrebbe da dire, anche "di spalle". Fa suonare i suoi primi violini, il suo coro, la sua orchestra con intelligenza e armonia. E così i duetti, qui spesso dei terzetti, sono davvero delle sonate da camera molto ben riuscite (alcune situazioni come quella della finta pizzeria e dell'ascensore sono esilaranti). E fuori nevica risente in un certo senso della sua matrice teatrale, visto che tutta la sua forza espressiva risiede nei dialoghi e nella performance degli attori, ma questa dimensione "da camera", da cortile non affatica il film, anzi lo definisce e circoscrive meglio.

Salemme, comico e attore sensibile e intelligente, viene da una tradizione precisa, quella di Eduardo e sa come si fanno le commedie, sa qual è il valore dei tempi, delle battute, dei passaggi di consegna. Il suo teatro, come il suo cinema, non è "vintage" ma è la ripetizione felice e creativa di un modello di commedia che ha illustri precedenti. A differenza di altri comici prestati al cinema, Salemme non si esaurisce perché la sua formula, pur sempre fondata su identici dispositivi, in qualche modo si rinnova. Anche se lo spettacolo da cui prende spunto il film è di venti anni fa, non è datato perché tocca temi universali e fondamentali, e anche importanti, come ad esempio l'eutanasia. Bravo Salemme, questa commedia fa bene al cinema italiano, si ride tanto senza avere mai la sensazioni di essere stupidi.




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