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domenica 5 giugno 2011

Referendum...conoscere per scegliere!


Conosci e Scegli come votare, liberamente e in consapevolezza. Non sottovalutare il potere che viene concesso al cittadino attraverso il Referendum



Domenica 12 e Lunedì 13 Giugno il popolo italiano è chiamato a dar il proprio parere, tramite il referendum su 3 importantissimi temi: produzione di energia nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento.


Si vota SI’ per abrogare le leggi in vigore. Si vota NO per mantenerle invariate.






In caso di vittoria dei SI...le leggi già approvate dal Parlamento verranno abrogate
In caso di vittoria del NO...lo stesso referendum non potrà essere ripresentato per i prossimi 5 anni





Ogni risultato sarà validato soltanto in caso di raggiungimento del quorum del 50 per cento più 1 degli aventi diritti al voto








Referendum sul nucleare



Sebbene gli italiani avessero già espresso chiaramente la loro opinione nel 1987, con la Legge Sviluppo del 2009 il Parlamento ha formalmente sancito il ritorno al nucleare del nostro paese.
La lista dei siti dove verranno costruite le centrali è ancora segreta, ma le Regioni, anche quelle governate da esponenti dei partiti di maggioranza, hanno già fatto ostruzionismo: sul nostro territorio nessuna centrale. Insomma, sì formale al nucleare, a patto che siano gli altri ad accollarsene la gestione e tutti i rischi del caso. Il disastro giapponese di Fukushima sembra aver infranto anche le certezze dei più inossidabili convinti, e pure l’Europa pare voler far un passo indietro. Per quante misure di sicurezza si possano attivare, infatti, le centrali saranno sempre un pericolo per l’umanità. Senza dimenticare le problematiche relative alla gestione e locazione delle scorie radioattive. E allora anche i vantaggi in termini economici derivanti dallo sfruttamento di questo tipo di energia (l’Italia, come risaputo, è carente di materie prime energetiche, e dipende in gran parte dalla Russia e dai paesi del Maghreb e Medioriente) passano decisamente in secondo piano.



Referendum sulla privatizzazione dell’acqua pubblica, bene comune


Saranno ben due i quesiti sulla privatizzazione dell’acqua. Esattamente com’è già accaduto con l’energia elettrica e tanti altri servizi, anche l’acqua sta per finire in mano ai privati. Con tutti i rischi annessi e connessi: le compagnie distributrici potranno agire in regime di libero mercato, imponendo tariffe potenzialmente esorbitanti per i servizi idrici. La gestione pubblica è stata criticata per gli sprechi e la gestione delle risorse umane, ma in presenza di regime privatistico lo Stato non potrà più calmierare i prezzi.





Referendum sul legittimo impedimento


Dal lodo Alfano (bocciato dalla Corte Costituzionale) fino all’approvazione della versione ‘soft’ del 10 marzo 2010 con ben due voti di fiducia – successivamente rivista dalla Corte il 14 gennaio 2011- , il legittimo impedimento è stato al centro del dibattito politico italiano per anni.
Ma cose prevede il decreto legge? La possibilità per il Presidente del Consiglio e i Ministri di giustificare la propria assenza in un’udienza penale, in caso di “concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi, nonché di ogni attività coessenziali alle funzioni di Governo”. In sostanza, consente loro di non presentarsi in aula in caso di processi a loro carico. Come da articolo 1 comma 6, il rinvio dell’udienza per “legittimo impedimento” non influisce sul corso della prescrizione del reato, che rimane sospeso per l’intera durata del rinvio e riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione.
La finalità, come si legge nel testo ufficiale, è di assicurare il “sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge” al Presidente del Consiglio e ai Ministri. Ad ogni modo, il ddl ha durata temporanea (18 mesi) in attesa di una legge costituzionale di più ampia portata.


– referendum acqua pubblica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad operatori privati(Scheda Rossa)



“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”




Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.

Si deve votare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati.

Si deve votare NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale



– re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”(Scheda Gialla)



“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”



Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.






– re­fe­ren­dum ener­gia nucleare


(Scheda Grigia)



«Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?».

Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la «rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare». Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante «Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria» fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge «con mo­di­fi­ca­zioni» il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv.


Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.



– re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento

(Scheda Verde Chiaro)

ro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.

Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto “scudo” nei con­fronti del si­stema giudiziario.



Fonte:
www.gazzettaufficiale

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