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giovedì 3 gennaio 2008

nek - nella stanza 26 -







BIOGRAFIA
Filippo Neviani è nato a Sassuolo (Modena) il 6 gennaio 1972. Già all'età di nove anni ha i primi approcci con la batteria e la chitarra. Nella seconda metà degli anni Ottanta inizia la sua ricerca di un'identità espressiva: dopo le cantine con il gruppo country Winchester assapora la prima notorietà, seppure circoscritta alla provincia, con la band di rock melodico White Lady. E nel 1991 si classifica al secondo posto del Festival di Castrocaro, che a quel tempo era un autentico trampolino di lancio per gli artisti emergenti.

Il nome d'arte Nek debutta nel 1992 con l'uscita del suo primo album intitolato appunto "Nek". Nonostante sia un esordiente, Filippo mette subito in mostra un notevole talento artistico e grande sensibilità nella scelta dei temi delle sue canzoni: nel 1993 arriva terzo fra i giovani al Festival di Sanremo con il brano "In te", che affronta il tema dell'aborto (ispirandosi all'esperienza reale di un amico musicista) con il grande amore per la vita che continua a caratterizzare le sue composizioni. "In te" è anche il titolo del suo secondo album, nel quale reinterpreta la canzone "Figli di chi" scritta da lui e portata in gara a Sanremo '93 da Mietta.

Nell'estate 1994 pubblica il terzo disco "Calore umano" e si piazza al secondo posto del Festival Italiano presentato da Mike Bongiorno con il brano "Angeli nel ghetto". Sempre nel '94 arriva il primo riconoscimento di prestigio: conquista assieme a Giorgia il Premio Europeo come miglior cantante giovane italiano. Nek compie un importante passo in avanti nel suo percorso di maturazione artistica: nei due anni successivi, trascorsi a registrare provini, il suo talento vocale si affina e lascia un'impronta indelebile sulle nuove canzoni, che iniziano a prendere forma con accenti sonori fortemente internazionali e testi che narrano in modo essenziale la realtà quotidiana attraverso esperienze personali o che in qualche modo hanno coinvolto Filippo.

Dopo aver firmato il contratto con la WEA, ancora oggi la sua casa discografica (Warner Music), nel 1997 è in gara fra i big del Festival di Sanremo con il suo superhit "Laura non c'è", che suscita enorme entusiasmo fin dal primo ascolto e, seppure non premiata dalla classifica ufficiale, diventa l'autentica regina del Sanremo '97. Lo strepitoso successo di "Laura non c'è" si propaga al relativo album "Lei, gli amici e tutto il resto", che conquista sei dischi di platino superando le 600 mila copie vendute in Italia. In estate Nek partecipa al Festivalbar con "Sei grande" e debutta nel mercato europeo raccogliendo critiche lusinghiere in Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Svizzera, Austria, Svezia, Belgio e Finlandia. È fantastica anche l'accoglienza della gente: "Lei, gli amici e tutto il resto" vende 2 milioni di copie in tutto il mondo. L'investitura di Nek ad artista internazionale si completa con l'uscita del disco anche in Sudamerica, Brasile, Perù, Colombia… In Argentina e in Messico si aggiudica dischi d'oro con la versione spagnola di "Lei, gli amici e tutto il resto".

Nel giugno 1998 esce contemporaneamente in Europa, America Latina e Giappone il quinto album "In due", che conquista immediatamente la vetta delle classifiche di vendita. Il singolo "Se io non avessi te" è per quattro mesi una delle canzoni più trasmesse dai principali network radiofonici.
Intanto viene certificato il grande successo nel Vecchio Continente del cd precedente: il 9 luglio '98 Nek riceve il premio della IFPI per aver venduto in Europa oltre un milione di copie di "Lei, gli amici e tutto il resto". Il mercato premia anche "In due": triplo disco d'oro in Italia, disco di platino in Spagna, disco d'oro in Austria, Svizzera e Argentina.
In Germania, Austria e Svizzera Nek è stato nelle prime venti posizioni della classifica con due album contemporaneamente: "Lei, gli amici e tutto il resto" e "in due". Nella prima metà del 1999 ha girato l'Italia, l'Europa e il Sudamerica con una tournée che ha riscosso ovunque ampi consensi.
Il 2 giugno 2000 viene pubblicato in tutto il mondo il sesto album "La vita è", caratterizzato dalla brillantezza delle scelte artistiche, dalla varietà dei contenuti, dalla qualità del progetto musicale e dall'efficacia disarmante delle composizioni. Nek non cerca rivoluzioni ma il perfezionamento della missione di ogni ogni artista: arrivare al cuore della gente con belle canzoni e messaggi positivi.
Trascorrono altri due anni e il 24 maggio 2002 arriva il settimo album "Le cose da difendere", pure questo uscito in tutto il mondo. Il disco contiene undici brani inediti nei quali Nek si propone nella nuova veste di cantautore più maturo, con il nuovo management di Alfredo Cerruti e la nuova produzione artistica dello stesso Cerruti e Dado Parisini, già vincenti con Laura Pausini.

Il 10 ottobre 2003 viene pubblicato (in due versioni: italiano e spagnolo) il suo primo greatest hits: "Nek The Best Of… L'anno Zero" è la summa di dieci anni di carriera e grandi successi con il meglio dei sette album precedenti e i due inediti "Almeno stavolta" e "L'anno zero". La raccolta vende 250 mila copie in Italia, entrando subito al vertice della classifica, dove rimane per 27 settimane (le prime 13 settimane nella top ten).

Il 13 maggio 2005 esce l'ottavo disco di inediti "Una parte di me", anche questo prodotto dal duo Cerruti - Parisini e pubblicato in tutto il mondo nella doppia versione in italiano e in spagnolo. Il singolo "Lascia che io sia" è un accattivante brano pop-rock e un'ulteriore testimonianza della maturità acquisita da Nek nella scrittura e nella realizzazione delle ultime produzioni. È un anno ricco di soddisfazioni: Nek è il vincitore assoluto del Festivalbar 2005 con "Lascia che io sia", che rimane per 20 settimane nella top ten dei brani più trasmessi dalle radio e per 1 anno fra i primi dieci singoli più venduti. In classifica volano alto anche altri due singoli, "Contromano" e "L'inquietudine", estratti dall'album "Una parte di me", che in Italia supera le 200 mila copie vendute e rimane nella classifica vendita degli album per oltre 50 settimane. Nel novembre 2005 il tour nei palasport ispirato al nuovo disco debutta con uno spettacolare concerto tutto esaurito al Forum di Milano e prosegue con sold out in ogni città.

17 novembre 2006: esce il decimo album (il nono di inediti) intitolato "nella stanza 26"








nella stanza 26
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Notte di febbraio

Cri

Instabile

Fumo

Attimi

Nella stanza 26

Sei

Ancora un giorno di te

Serenità

Contro le mie ombre


L'amore con il suo caleidoscopio di sentimenti: l'amicizia, la solidarietà, il coraggio, la comprensione, la nostalgia, gli affetti… e perfino la rabbia, quando la fiamma di un amore smette di ardere apparentemente senza una ragione. È questo il fil rouge che unisce le dieci canzoni dell'album "Nella stanza 26", uscito il 17 novembre su etichetta Warner Music, prodotto dallo stesso Nek assieme ad Alfredo Cerruti e Dado Parisini.

« "Nella stanza 26" è il mio decimo disco: l'ho concepito in armonia con la mia crescita umana e artistica, assecondando il mio istinto senza alcuna limitazione. È una sorta di concept album sulle tante sfaccettature dell'amore, perché sono uno stimolo a regire di fronte a qualsiasi difficoltà e a portare avanti, per faticoso o leggero che sia, il peso della nostra esistenza, che a volte ci appare tremendamente complicata, ma in realtà è bellissima e vale la pena di essere vissuta con entusiasmo e coraggio in ogni singolo attimo».

Nelle dieci tracce del cd "Nella stanza 26" si ritraccia l'inconfondibile impronta pop-rock di Nek e una ricerca musicale accurata che ha impreziosito il disco con suoni caldi e avvolgenti. Anche la voce di Nek è al servizio della sonorità: nel primo singolo "Instabile", per esempio, è stata registrata più bassa per fare in modo che si fondesse con gli altri strumenti. In questa canzone per la prima volta il trentaquattrenne artista di Sassuolo canta in falsetto (un esperimento ripetuto con uguale successo nel brano "Serenità") e per lui sono una novità anche i cori imponenti (che ritroviamo in "Sei") con fino a 18 voci sovrapposte e tutte cantate da Nek.

«Ho messo particolare attenzione nella ricerca dei suoni più caldi e più vicini al pop, che sono la via più naturale per comunicare in diretta le mie emozioni. Mi sono sforzato di sviluppare la musica diversamente, in modo che la gente possa scoprire qualcosa di nuovo in ogni mio disco. "Nella stanza 26" prosegue il viaggio introspettivo che avevo accennato nel cd "Le cose da difendere" del 2002 e avevo iniziato seriamente nel precedente cd "Una parte di me": voglio dare libero sfogo ai miei istinti, ai miei dubbi, alle mie paure, alle mie insicurezze. Solo cantando quello che piace a me, senza lasciarmi suggestionare da ciò che gli altri si aspettano, posso essere totalmente credibile".

Nek è protagonista dell'album "Nella stanza 26" nella doppia veste di autore di alcune canzoni e di orgoglioso interprete di altre concepite totalmente da Andrea Amati e Daniele Ronda:

«Andrea ha scritto "Fumo" e "Serenità": ci siamo "annusati" collaborando in "Contromano", il secondo singolo del cd "Una parte di me", e fra noi è nato un feeling istantaneo. È stimolante anche il rapporto con Andrea, già mio autore per "Almeno stavolta": in questo disco ha composto "Cri" riuscendo ad affermare senza l'uso di frasi taglienti che vale la pena di soffrire per le persone davvero importanti».

Sul fronte delle liriche, il singolo "Instabile" raffigura alla perfezione le molteplici coniugazioni del verbo amare:

«La canzone descrive un momento di solidarietà verso una persona a cui si vuole bene e che sta vivendo un periodo difficile: è possibile alleviare il suo fardello facendosi carico di parte del peso del suo dolore. Il testo può essere rivolto a chi si ama come all'amico: la chiave di lettura è l'atteggiamento di condivisione nei confronti di qualcuno che ha un problema e ha bisogno del nostro aiuto».

Le canzoni di Nek si intendono autobiografiche perché rispondono ai segnali inviati a Filippo Neviani (il suo vero nome) dalle persone che entrano nella sua vita, magari soltanto attraverso una lettera come nel caso della ragazza che ha ispirato l'emozionante e incalzante brano "Nella stanza 26":

«Fra le lettere arrivate al fanclub ne ho trovata una anonima di una ragazza dell'est, che mi ha raccontato la sua triste realtà: per mantenere la famiglia è costretta a prostituirsi. Non ha aggiunto altro e non mi ha più scritto: evidentemente in quel momento sentiva semplicemente la necessità di sfogarsi con qualcuno e sono contento che abbia visto in me un amico, seppure sconosciuto, con cui confidarsi. Non potendo fare altro, io ho cercato di condividere il peso del suo dolore (è il concetto espresso nel singolo "Instabile") dedicandole questa canzone, nella quale immagino un finale di libertà da questa schiavitù».








10 commenti:

Mauro ha detto...

ciao ti volevo dire che ho messo il tuo link sul mio blog, scusami se ti rispondo solo ora, buon anno, mauro

Lele ha detto...

Ciao Sabrina....grazie per la visita e tanti auguri anche a te di buon anno......!:)

mario ha detto...

ciao sabrina..bacio

Mercy75 ha detto...

sono entrata tranquillamente nel mio blog con explorer! basta aggiornarlo!

giadatea ha detto...

il caro buon vecchio (vecchio???) nek, l'idolo di mia figlia ma piace anche a me

dolce_sicula66 ha detto...

è il mio cantante preferito

flory ha detto...

piace tanto anche a me

Raggio di sole ha detto...

ci starei anche io nella stanza 26 con lui !!! :)))))

frizzante ha detto...

che occhi mi tufferei in quegli occhi ;)))

Laura ha detto...

Io lo adoro! Lui e Irene Grandi sono stati la colonna sonora della storia con mio marito...e c'è di più, quando aspettavo le pesti, appena sentivano le sue canzoni, e solo le sue, iniziavano a sgambettare come matte (quanti calci ho preso...). Ciao.

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